
E'stata istituita nel 1968 dal dott. Giuseppe Fantoni e successivamente eretta in ente morale.
Ha come principali finalità la conservazione, lo studio e la promozione del patrimonio d'arte e di storia derivato dall'attività della bottega di scultura dei Fantoni di Rovetta (secc. XV - XIX).
Oltre a questo impegno specifico di carattere culturale ed educativo si propone come centro di ricerca storica, artistica ed etnografica sul territorio, facendosi promotrice di iniziative volte alla conoscenza e alla rivalutazione della cultura locale.
La Fondazione ha sede nell'antica casa-bottega dei Fantoni e gestisce il museo che in essa è allestito.
E' retta da un Consiglio di Amministrazione composto da sette membri, che eleggono il presidente pro tempore.
Presidente: Giuseppe Pedrocchi Fantoni

L’antica casa-bottega degli scultori Fantoni è situata nel centro storico di Rovetta, nell'alta Valle Seriana. Conserva un ricchissimo patrimonio di opere e di testimonianze artistiche e documentarie derivato dall’attività delle diverse generazioni di artisti della famiglia, che operarono con continuità per quasi quattro secoli, tra il XV e il XIX secolo.
Nella cornice degli antichi ambienti di vita e di lavoro della bottega sono presentate al pubblico opere, modelli, disegni e documenti che raccontano la storia della famiglia degli scultori Fantoni e illustrano la loro produzione artistica tra Sei e Settecento.

Ogni anno viene presentata una rassegna tematica
di approfondimento che permette al pubblico di ammirare un numero sempre maggiore di esemplari e di meglio conoscere la produzione della bottega e la cultura artistica dei suoi esponenti. La visita della casa-museo e delle sue collezioni può essere completata con la visione di alcuni video tematici. Negli spazi esterni dell’edificio vengono allestite periodicamente esposizioni temporanee legate alla cultura locale nei suoi aspetti storici, artistici ed etnografici e l’ampio cortile interno ospita regolarmente nel periodo estivo concerti ed eventi culturali.
L'edificio presenta un severo fronte unitario su strada e una complessa articolazione delle facciate sulla corte interna.
Dall'interno appare evidente la successione delle edificazioni e degli interventi, che a partire da un nucleo originario del tipo casa-torre del XIII-XIV secolo, hanno portato all'aggiunta di corpi nel XV e nel XVI secolo, fino a raggiungere la configurazione attuale, completata tra il XVIII e il XIX secolo.
Caratteristici dell'architettura locale sono i porticati aperti a sud lungo il cortile (corte), i locali con copertura a volta (sìlter) che vi affacciano e i loggiati ai piani superiori. Tipica anche la presenza del brolo, ampio spazio verde affacciato sul cortile, tenuto ad orto e frutteto.
I portoncini d'ingresso sulla via Fantoni e il portone carrabile sulla via Vittorio Veneto sono stati disegnati da Donato Andrea Fantoni intorno al 1785, nel corso di lavori di abbellimento che hanno interessato parti del complesso edilizio.

Il patrimonio artistico della Fondazione Fantoni annovera disegni, opere in legno e in marmo, modelli in terracotta, legno e gesso e dipinti.
Deriva in prevalenza dalla produzione fantoniana del Seicento e del Settecento, che annovera un numero eccezionale di realizzazioni sacre e profane, diffuse nel territorio bergamasco e bresciano, con un repertorio che abbraccia praticamente ogni tipo di arredo religioso e di immagine devozionale e che arriva ad affrontare la grande scala architettonica con la progettazione e l'esecuzione di alcuni edifici chiesastici.
Nelle collezioni grafiche, oltre al corpus fantoniano, legato alla produzione della bottega di scultura (secc. XV - XIX), sono conservati fondi provenienti da altri ambienti artistici, entrati a scopo di aggiornamento nei repertori della bottega nel corso della sua attività e accresciuti in seguito per le ambizioni collezionistiche di alcuni esponenti della famiglia.
Nelle collezioni plastiche si contano in prevalenza modelli e opere elaborati dalle diverse generazioni di maestri Fantoni tra il secolo XVI e il XVIII.
Le raccolte artistiche annoverano inoltre una galleria di ritratti dei membri della famiglia Fantoni, una collezione di dipinti datati tra il XVI e il XVIII secolo e arredi d'epoca.
A queste raccolte si affianca un fondo, di prevalente interesse storico, costituito da un ricchissimo archivio storico che conserva memorie e documenti relativi alle opere fantoniane e ai loro processi di produzione: libri mastri riguardanti l’attività e la gestione economica della bottega, contratti di lavoro, epistolari e notizie. Il fondo archivistico è completato da una piccola biblioteca storica e da una raccolta di pergamene risalenti ai secoli tra il XIV e il XVIII riguardanti la storia locale.
|
Collezioni grafiche
esposte a rotazione, in rassegne tematiche annuali.
Collezioni plastiche
esposte in permanenza
Collezioni pittoriche
esposti in permanenza
in deposito e restauro |
|
Fondi principali:
Fantoni
Caniana
Quarenghi
Modelli e opere fantoniani
Ritratti di membri della famiglia Fantoni
Collezione dipinti secc. XVI-XIX
|

L'attività dei Fantoni di Rovetta come marangoni o magistri lignaminis è documentata dal secolo XV. Al Quattrocento appartiene la prima personalità riconoscibile nella genealogia dei Fantoni operanti come intagliatori in legno. E' quel Bertulino de Fantonis, noto nella tradizione locale e riconosciuto dalla letteratura storica settecentesca come capostipite dell'attività di famiglia.
Questa è successivamente documentata intorno al 1630 con l'opera di Andriano (1563-1633), che con i fratelli e il figlio Donato (1594-1664) evidenzia un repertorio e una frequenza di commissioni tali da far ritenere avviata una produzione di bottega.
La struttura della bottega, col suo organico fisso di maestri e di operai specializzati, ha per i Fantoni uno schema strettamente famigliare e, di conseguenza, un andamento economico e produttivo dipendente dal numero più o meno ampio di consanguinei che vi partecipano.
Il figlio di Donato, Grazioso il Vecchio (1630-1693), grazie alla prole numerosissima e alle sue indiscutibili doti artistiche e imprenditoriali, produce lo sforzo decisivo per il decollo culturale e produttivo della bottega oltre i confini dell'area montana bergamasca e bresciana.
Verso il 1685 Grazioso può contare sulla collaborazione dei figli Andrea (1659-1734) e Donato (1662-1724), entrambi reduci da un periodo di apprendistato a Parma e, per il solo Andrea, a Edolo, presso Pietro Ramus. Ai primogeniti si affiancano progressivamente gli altri fratelli Giovan Antonio (1669-1748), Giovan Bettino (1672-1750) e Giovanni (1674-1745) e le sorelle Maria (?), Caterina (1666-1711) e Giovanna (1671-1748).
Nel 1680 sono compiuti gli armadi della prima sagrestia nella Basilica di Alzano Lombardo, cui farà seguito, a partire dal 1692, l'esecuzione degli intagli e della statuaria della seconda sagrestia sotto la direzione di Andrea e in collaborazione con la bottega di Giovan Battista Caniana.
Nel 1683 è commissionata la cantoria di Castione della Presolana. Negli stessi anni prendono avvio importanti lavori di allestimento di arredi liturgici in legno e in marmo per le chiese di Foresto Sparso, Zone, Rovetta e di innumerevoli altre località valligiane. Alla produzione di arredi sacri si affianca una costante e altrettanto intensa realizzazione di arredi civili, testimoniata dai relativi disegni preparatori.
Pressocché l'intero complesso produttivo della bottega, costituito dalle opere, dai progetti grafici e dai modelli preparatori in legno o terracotta, è anonimo, a testimonianza della coesione e della capacità operativa dell'intero gruppo lavorativo. A governo del gruppo si staglia la figura del capobottega che assume il ruolo pubblico di artista unico e di regista dell'attività famigliare, assumendo su di sè anche il privilegio della memoria storica.
Con la gestione di Andrea i Fantoni ottengono importanti commissioni a Bergamo: il confessionale per il Duomo, oggi collocato in Santa Maria Maggiore (1704); la statuaria per l'altare della Pietà nel Duomo (1709-10) e l'altare del SS. Sacramento nella chiesa di S. Alessandro in Pignolo (1728-29). Numerosissimi gli incarichi in territorio bergamasco e bresciano, con realizzazioni di rilievo nelle parrocchiali di Rovetta, Clusone, Alzano, Foresto Sparso, Verrtova, Gandino, Solto, Cerveno, Lovere e Capriolo. La bottega valica anche i confini locali e ottiene commissioni nelle chiese di Crema e nel milanese (per arredi privati) e invia opere a Parma, Venezia, Salò e Ancona.
I Fantoni si occupano saltuariamente anche di progettazione architettonica con Andrea, con suo fratello Giovan Bettino e poi con il figlio di questi Francesco Donato.
Andrea realizza il coronamento per il campanile di Rovetta (1699) e opera nell'edificazione delle nuove parrocchiali di Cerete Alto (1711-1725), di Premolo (prima del 1714), di Onore (1716-1721), di Pisogne (progetto dopo il 1714), di Dezzolo (1722-28) e di Azzone di Scalve (dal 1724) ed elabora progetti per la parrocchiale e per il santuario di Ardesio.
Con la morte di Andrea la bottega passa sotto la conduzione di Giovan Bettino, dei suoi fratelli Giovan Antonio, Giovanni e del nipote Grazioso il Giovane (1713-1798). E' un periodo di continuità nella produzione fantoniana che fa registrare la realizzazione degli altari maggiori per il Santuario della Madonna della torre in Sovere (1735-36), per le parrocchiali di Ranzanico (1736-1749), di Vilminore (1742) e di Vezza d'Oglio (1745). Importanti arredi liturgici sono commissionati alla bottega per le chiese di Dorga (1735), Adro e Ome (1736), Rovetta (1736 e 1747), Onore (1741 e 1749), Sorisole (1746) e Songavazzo (1747).
Alla morte di Giovan Bettino il ruolo di capo bottega è assunto dal suo secondogenito Francesco Donato (1726-1787) con il terzogenito Giuseppe Grazioso (1731-1781), in comunione con il cugino Grazioso il Giovane. La gestione ufficialmente comunitaria richiede in realtà tre successivi contratti per determinare i rispettivi ruoli e la suddivisione degli interessi economici tra i cugini. In questo periodo la bottega realizza una serie di importanti arredi per la chiesa di s. Giorgio ad Ardesio (1759-1763), per le parrocchiali di Clusone (1753), di Valcanale (1761), di Castione (1767), di Onore (1768), di Ogna e di Songavazzo (1772). Nel 1750 esegue le storie già ideate da Andrea, intorno al 1711, per il pulpito di Alzano Lombardo. Nel 1760 realizza l'altare maggiore per il santuario della Madonna del Frassino a Oneta e nel 1763 partecipa all'esecuzione di tre cappelle del Santuario della Via Crucis a Cerveno.
L'ultimo atto della bottega si compie con Donato Andrea (1746-1817), figlio di Grazioso, che rientrato a Rovetta nel 1766 da un soggiorno quadriennale di studio a Roma, affianca il padre e poi gli subentra nella conduzione dell'attività, tentando ripetutamente, insieme al cugino Luigi (1759-1788), di superare i confini locali.
Cerca commissioni in territorio veneziano e milanese, dove tenta l'ingresso nel cantiere della Fabbrica del Duomo come maestro e come insegnante all'Accademia di Brera. La produzione di bottega è ancora intensa su commissioni di carattere religioso per gli edifici di culto delle vallate bergamasco-bresciane. Vivace anche la produzione di arredi civili, tra i quali spicca l'alcova realizzata per il conte Gerolamo Sottocasa (1775), oggi presso il GAMEC di Bergamo.
Dopo la morte prematura di Luigi, l'attività di bottega procede stancamente e si conclude nei primi anni dell'Ottocento, che vedono Donato Andrea ormai prevalentemente impegnato come amministratore dei beni di possidenti locali.

tempo a disposizione: 1 ora
Rovetta
-Chiesa parrocchiale di Tutti i Santi
-Chiesa dei Disciplini
info:
Parrocchia di Tutti i Santi, Rovetta piazza Ferrari, tel. 0346 72317
www.prolocorovetta.it
Cerete Alto
-Chiesa Parrocchiale SS. Filippo e Giacomo
tempo a disposizione: 2/3 ore
Clusone
-Basilica S. Maria Assunta
-Chiesa dei Disciplini
-Chiesa del Paradiso
-Chiesa di S. Anna
info:
www.turismoproclusone.it
Alzano Lombardo
-Basilica di S. Martino
-Le Sacrestie (Basilica di S. Martino)
info:
www.museosanmartino.org

Stagione 2012
mostre:
maggio/novembre
Programma da definire
concerti:
programma da definire
Aperitivo con l'autore
in collaborazione con la Biblioteca di Rovetta:
programma da definire
Visite guidate a cura della Pro Loco Rovetta:
programma da definire